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Con “Ricordando Benjamin Britten”, uno spettacolare concerto progettato per celebrare un nome entrato nella storia della musica – proprio nel 2026 che segna i 50 anni dalla sua scomparsa – si inaugura il cartellone Cromatismi 5.0, la Stagione Cameristica di Trieste, promossa da Chamber Music per la direzione artistica di Fedra Florit. Visionario, inquieto, profondo, Britten ci parla con forza sorprendente e attualità immutata e le sue opere, che “sfiorano” con la musica le ferite della guerra e il mistero del male, sembrano risuonare perfettamente contemporanee, in quest’alba del terzo millennio. Domenica 25 gennaio, alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, Cromatismi 5.0 renderà omaggio al grande compositore, pianista e direttore d’orchestra britannico con la produzione che vede protagonista l’Orchestra d’Archi di Santa Cecilia: sul podio, a dirigerla, ci sarà il grande violoncellista Luigi Piovano, e valore aggiunto in scena sarà il pianoforte solista di Gile Bae, l’artista olandese che ha debuttato a soli cinque anni e si è esibita in tutto il mondo, diventando rapidamente una star acclamata.
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Il Batiscafo Trieste in un film
Il 23 gennaio 1960, il Batiscafo Trieste si immergeva nelle acque al largo dell’isola di Guam, nell’oceano Pacifico: cinque ore dopo avrebbe raggiunto, per la prima volta nella storia dell’umanità, il punto più profondo della crosta terrestre, il cosiddetto abisso Challenger nella Fossa delle Marianne. A bordo del Batiscafo c’erano gli esploratori Jacques Piccard e Don Walsh, che diventarono i primi uomini a spingersi a quelle profondità. Quell’impresa diventa oggi un film, Operazione Batiscafo Trieste, la produzione cinematografica commissionata dal Comune di Trieste, scritta e diretta da Massimiliano Finazzer Flory, prodotta da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia. Prodromo del film, nel corso del 2025, è stata la ricostruzione del Batiscafo Trieste in scala reale 1:1, esposta per settimane in piazza Unità d’Italia. Oggi, 23 gennaio, nel sessantaseiesimo anniversario dall’impresa più rilevante del Batiscafo Trieste, il trailer del film sarà disponibile per tutti sul canale youtube del Comune di Trieste e sul sito museodiegodehenriquez.it del Museo della guerra per la pace intitolato a Diego de Henriquez, il collezionista triestino amico personale di Auguste e Jacques Piccard. Fu lui a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del Batiscafo, negli anni dalla Guerra Fredda.
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Il filo della memoria attraversa il programma del concerto, che intreccia saldi legami con Benjamin Britten: in apertura, infatti, ascolteremo il Cantus in Memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, un’elegia scandita da un’affascinante semplicità di scrittura e puntellata da silenzi. Il legame con Britten ritorna anche a fine serata, con la giovanile Simple Symphony dello stesso compositore: composta nel 1934 a soli 20 anni, è uno dei suoi brani più noti e raccoglie otto temi tratti da alcune opere precedenti, assemblandoli in modo organico all’interno di una composizione di più ampio respiro. Il risultato è una pagina fresca e piacevole, nella quale trovano posto in sapiente equilibrio la vivacità e l’irruenza tipica degli anni giovanili di Britten e il suo gusto per gli impasti timbrici. Nel mezzo del concerto, il lirismo intimo del Concerto per pianoforte K414 di Mozart e la Serenata per archi di Elgar. Biglietti e abbonamenti presso TicketPoint Trieste, dettagli sul sito www.acmtrioditrieste.it. Cromatismi 5.0 trova il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura e di Banca Mediolanum, Suono Vivo Padova e Fondazione Casali. Nel corso del 2026 la camera acustica predisposta da Chamber Music al Teatro Miela, a cura di SuonoVivo, ospiterà 15 grandi concerti con protagonisti noti della scena musicale italiana e internazionale. Sarà un cartellone vivacissimo, con le dediche monografiche a Schubert, declinate per gli archi dell’Armida Quartett e per il pianoforte di Luigi Carroccia, e con un’indagine avvincente sulle multiformi “voci” del pianoforte: le ascolteremo in assolo recital, con Emanuele Arciuli ed Evgeny Konnov, in Duo con le performance di Ella Van Poucke violoncello – Severin von Eckardstein pianoforte e Danusha Waskiewicz viola – Andrea Rebaudengo pianoforte. Ma anche in una serata per pianoforte a quattro mani con il Duo Dallagnese, e nel dialogo con gli Ensemble d’Archi, dal Trio Concept allo Josef Suk Piano Quartet. In programma anche le Danzas Poéticas di un Maestro del flauto, Andrea Oliva, in Duo con il chitarrista Giampaolo Bandini; e le volute estrose del sax solista di Federico Mondelci, in dialogo con l’Orchestra d’Archi I Virtuosi Italiani.
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In copertina, il grande Benjamin Britten scomparso 50 anni fa; all’interno, Gile Bae e l’Orchestra d’archi Santa Cecilia.

